Capitolo IV.

 

 

Lontano

 

da Westbury

 

 

 

 

4. Una mattinata stancante.

 

 

 

  «Mi dispiace per la signora Roderick che si è prodigata per me,» disse Carol a Mr. Norris, che li aveva accolti sulla soglia, «ma sono troppo stanca per mangiare, andrò subito a coricarmi.»

 

  «Farò servire un pranzo freddo in camera a Lor signori» propose il maggiordomo. «Vi avviserò perché possiate prepararvi in tempo, Milady.»

 

  «Come al solito, siete prezioso, Norris» e gli sorrise con affetto.

 

  «Prepararti?» chiese Adam.

 

  «Sì. Devo ancora affrontare la visita più difficile, io: devo conoscere tua sorella.»

 

  Erano entrati in camera.

 

  «Difficile? Anne non vede l’ora d’incontrarti! Che cosa ci sarà mai di tanto difficile?»

 

  «Oh, tu non puoi capire. I miei fratelli sono i tuoi più cari amici, mio padre ti stima e ti adora, mia madre non è insensibile al tuo fascino e mia sorella, la mia “adorabile” sorellina, ha una cotta per te da quando giocava con il cerchio.»

 

  «Tua sorella non ha una cotta per me!»

 

  «Ah, no? Va dicendo in giro che tu sei il suo promesso sposo praticamente da quando ha iniziato a parlare.»

 

  «Ho scelto la sorella sbagliata, ho avuto fretta. Dovevo aspettare sei o sette anni che Margareth avesse l’età giusta.» Adam era scoppiato a ridere.

 

  «Molto divertente, Milord.» Carol si finse stizzita.

 

  «Almeno lei mi apprezza. Sto cominciando a sospettare che tutta la considerazione di cui godo da parte della tua famiglia abbia giocato a mio sfavore, con te.» Carol lo stava guardando con uno sguardo indecifrabile.

 

  «Comunque è la pura verità: Anne e Frederick non vedono l’ora di conoscerti. Non devi preoccuparti perché nessuno può resistere al fascino dell’“angelo di Portsmouth”» concluse, sussurrandole le ultime parole sulle labbra. «A proposito dell’“angelo di Portsmouth”, sembra che tutto il ton stia facendo a gara per averti nel suo salotto. Giù nel mio studio ci sono un mucchio di lettere, biglietti e inviti, tutti indirizzati alla Contessa di Westbury.»

 

  «Per me?» fece, allarmata.

 

  «Mia madre, purtroppo, non c’è più da molti anni: mi risulta che sia tu la Contessa in carica.»

 

  «Non scherzare. Perché cercano proprio me? Non può essere per via Portsmouth, vero?»

 

  «Credo proprio di sì, amore.» Adam storse la bocca e l’abbracciò. «Neanche a me piacciono questi ricevimenti.»

 

  «Oh, Adam,» gli confidò sconfortata, «ho sempre pensato con orrore al giorno in cui avrei dovuto prendere posto in società. Mi dispiace, ma non sono proprio tagliata per queste cose. Non sono come mia madre o tua sorella.»

 

  «Questo non è vero, non conosco nessuno che sappia mettere le persone a proprio agio come fai tu; fai sentire tutti al centro del mondo.» L’aveva fatta sedere sull’alto letto sollevandola per la vita e le si era seduto accanto.

 

  «Lo pensi davvero?» domandò sorpresa.

 

  Lui annuì. «A Westbury non hai avuto nessun problema, sei una perfetta padrona di casa e per tutti tu sei la contessa ideale. Che cosa ti spaventa?»

 

  «Io… Non vedi come sono?»

 

  «Oh sì, io ti vedo.»   Oh, sì io ti vedo, amore, e vedo la più bella creatura su cui abbia mai posato lo sguardo. –

 

  «Allora come puoi pensare che una come me possa…»

 

  «Una come te?  Non esiste una come te.»

 

  «Meno male! Hai visto, oggi, Fanny Clark? Lei è la signora ideale: sa come mostrarsi, il giusto contegno, le parole misurate, i gesti pesati con cura. Adam io non sono così! La signora Hopkins ha fatto cadere il vassoio e io ho riso. Ho riso!»

 

  «E già. E ha riso anche Jacob e Dio solo sa che non ha proprio niente di cui ridere.»

 

  «Io faccio sempre ciò che mi passa per la testa anche se so che non è appropriato.»

 

  «Carolyn, tu fai ciò che passa per la testa perché sai che è la cosa giusta» le rispose con lo stesso tono. «Ascolta che cosa faremo:» propose, «più tardi daremo insieme un’occhiata a tutta la posta - vediamo chi ci scrive - considereremo quali inviti accettare e quali declinare e risponderemo a tutti. E ora, a letto!» ordinò. «Anche io ho bisogno di coricarmi…»  –… su di te…–  pensò, ma si trattenne dal dirlo ad alta voce.   

 

 Decisamente con lei non riesco proprio a comportarmi da gentiluomo. Dovrei? Non voglio, non ha importanza, io sono così, deve imparare ad accettarmi come sono: è mia moglie. –

 

  Intanto si erano spogliati e si erano messi a letto, in camicia. Carol non aveva fatto in tempo a coricarsi che Adam, con un movimento rapido, le si era posizionato tra le cosce, aprendole le gambe con le ginocchia.  Un’istante dopo era dentro di lei.

 

  «Ahhh…» Carolyn gemette. Dolore? Piacere? Eccitazione? Tutto insieme.

 

 Non se lo aspettava –  osservò. –  Ha gli occhi dilatati per lo stupore; è la sua reazione più spontanea, sbarra gli occhi e schiude le labbra, lo fa sempre e il mio corpo dà sempre la stessa risposta… So io come farti chiudere la bocca, bellezza!… –  Gli uscì un mezzo sorriso. Le sollevò la veste, scoprendole il seno.

 

 Sono proprio un mascalzone! Ma che importa? E’ così bella! E’ così bello far l’amore con lei. Ne ho veramente bisogno, dopo una mattinata come questa… Mi sento così libero e svuotato da ogni preoccupazione, leggero… leggerissimo: Foster si sposa. Si leva definitivamente di torno! Questa sì che è una notizia! –  pensò soddisfatto, mentre faceva ondeggiare i fianchi.   Si sposa!  Fuori dai giochi, definitivamente! E lei è mia. Mia. Mia moglie è mia e io sono il suo amante. Adesso glielo dico: “Sono il tuo amante. Quando siamo a letto, sono il tuo amante e tu devi fare quello che voglio io.” Ecco, comincia a piacerle, si muove sotto di me, sento i suoi umori, bene! Uhm, inizia a gemere, le piace, è eccitata: sta sollevando il petto. Chissà se le si sono rizzati i capezzoli… ho la camicia, non riesco a sentire… devo vedere, devo vedere! Li voglio in bocca, subito! – E chinò il capo ad assaggiare, poi strinse dolcemente tra i denti le punte rosee, mordicchiando.

 

  La risposta non si fece attendere: «Sì, sì,» singhiozzò Carol, «ancora, ancora…» Buttò la testa all’indietro, afferrò quella di Adam e gli premette il capo sul  proprio petto.

 

  – Sì, bene… brava! Di nuovo, ci risiamo: senza alcun ritegno –  si disse Carolyn, mentre continuava a gemere. – Ma non riesci proprio a trattenerti? Come ieri notte, come a Westbury, persino la prima volta… Dovresti evitare di comportarti come una sgualdrina da postribolo. Cosa ne sai tu, poi, di postriboli e sgualdrine? Forse hanno più ritegno di te. Non dovresti neppure sapere che esistono! Di queste cose le signore per bene non conoscono nemmeno l’esistenza. Fanny Clark non lo sa di sicuro e non si lascerebbe mai travolgere in questo modo: è una vera signora, lei!  E sarà sua moglie… –  Una lieve fitta di gelosia la sfiorò. –  Solo ieri sera, fuori da teatro, Jordan ha detto che mi ama e mi avrebbe  portato via con sé e stamane ha chiesto in moglie lei – pensò con disappunto. – Per forza, hai scelto Adam! Cosa pensavi, che avrebbe passato l’esistenza a struggersi al pensiero di te? Sì! Così dovrebbe essere, se fosse vero amore. Oh no, poverino, no! Però credevo che avrebbe lasciato passare qualche tempo… – «Uhhmm!!!» urlò, trafitta da una spinta più forte. – Ah, ma che importa? E’ così bello…– «Baciami! Baciami, amore…» lo implorò.

 

   ­– Eccola qua, la mia fatina vogliosa! – esultò in cuor suo per averla riaccesa. – Lei non finge. Mai. Non fa la smorfiosa, nessuna falsa remora: “Oh no, Milord, io non ho mai, dico mai, neanche pensato di tradire mio marito” intanto m’infilavano bigliettini nella fodera del cappello. “Oh, no Conte, proprio no, questo non si fa, non si deve!” e non volevano altro che il terremoto che riuscivo a scatenare fra le loro gambe.  Se quegli stupidi idioti dei loro mariti avessero anche solo immaginato che avrebbero potuto divertirsi molto di più nei loro letti che in giro nei bordelli, non avrei avuto tanta merce a disposizione. Invece di trovare modo di soddisfare la propria moglie, la maggior parte degli uomini preferisce lasciare a casa “il casto angelo del focolare”, per spendere tempo e denaro con femmine che per due ghinee fingono per mestiere un trasporto impossibile, cedendoti, in cambio, qualche laida malattia. Bisogna essere proprio stupidi a pensare che fare l’amore piaccia solo alle donne dai facili costumi: piace a tutte. A tutte! –  Muoveva ritmicamente il bacino e filosofeggiava: – Ormai sono giunto alla conclusione che esistono tre tipi di donne: quelle insoddisfatte che diventano arpie maligne e isteriche,  quelle che cercano soddisfazioni clandestine e quelle che sono appagate e serene. Beh, cara, a te, penso io! Penserò io ai bisogni di mia moglie –  e spinse più forte, strappandole un altro grido di godimento.

 

  Intanto le mani di Carol si erano insinuate sotto la camicia a sfiorargli il petto, dita leggere gli scesero lungo l’addome, elargendo piccole scosse al loro passaggio, per poi risalire e graffiargli delicatamente i capezzoli. Adam grugnì di piacere.

 

 E mia moglie soddisferà i miei. Solo io, solo lei, per sempre. Non ci sono limiti fra noi. Non voglio più barriere: voglio abbatterle tutte, tutte! In mille modi diversi. Voglio tutto. Voglio questa intimità meravigliosa, voglio, voglio, voglio… lei. Oh, sì. Lei mi apre un universo di possibilità…  si diceva e intanto continuava a spingere, sollevato sulle mani, con le braccia tese, per non schiacciarla col suo peso e godersi lo spettacolo di lei che si stava contorcendo sotto di lui. –  Non sono mai stato abbastanza a lungo con una donna da arrivare ad una vera intimità. Forse con Sally, un po’… No. Non si avvicina neanche un poco a ciò che provo per lei.  Lei… lei è unica… lo penso davvero. Anche a letto. Guarda com’è bella, tutta eccitata e ansimante, con la camiciola sollevata e i seni scoperti. Oh no, sto per venire! No, prima lei, prima lei. Devo cambiare posizione – e si tirò su, in ginocchio, fra le sue gambe. Continuare a pensare era il suo sistema per non lasciarsi andare all’orgasmo imminente e trattenersi fino a quando avesse percepito il piacere di lei. – E adesso? Che cosa sta facendo? Tu mi vuoi morto, amore, vuoi uccidermi con questo dolce veleno! 

 

  Carol si era sollevata, anche lei, sulle ginocchia, aveva arricciato la sottoveste di pelle d’uovo sotto le ascelle, scoprendo i seni, senza toglierla, e, strofinandosi contro di lui, aveva cominciato una lenta carezza, con tutto il corpo.

 

   Non mi bacia? Lo bacio io! – si disse Carol. Accostò la bocca al collo del marito e iniziò a depositargli un’umida scia di baci, mentre con le mani gli sollevava la camicia e allo stesso tempo gli carezzava i fianchi lisci, le ascelle, il petto e poi giù sulla schiena, le natiche, ben attenta che la stoffa della biancheria non ostacolasse il dolce contatto dei loro corpi nudi.

 

  – Ora lo tocco… lì.  Sì, lo faccio.  E lo bacio mentre lo tocco. Voglio dargli piacere, voglio che mi desideri… come io voglio lui. –  Posò le labbra gonfie sulla bocca socchiusa di Adam, gli succhiò il labbro, come faceva sempre lui, e posò le mani, entrambe le mani, sulla sua virilità, muovendole lentamente avanti e indietro. – Quest’arnese è proprio grosso  constatò e, eccitata, leccò la bocca di Adam, che si era spalancata per emettere un singulto silenzioso.

 

 Fermo, fermo, Adam fermo! Non muoverti, aspetta. Lasciala fare… è una tortura… sopporta… – Chiuse gli occhi a gustare il dolce supplizio che gli stava facendo vorticare la testa. –  Che piacere! Ancora… ancora, bimba. E’ questo, fare l’amore? Ma è possibile? E’ praticamente una ragazzina e mi sta portando all’estasi solo sfiorandomi… ancora, ancora… –  Le mani di lei si erano spostate a carezzarlo anche sotto. – No, se rispondo al suo bacio godo così, tra le sue dita… nelle mani di una fata… Pensare che una settimana fa era vergine! Una così, non l’ho mai incontrata e sì che di donne ne ho conosciute… E’ così dolce e carnale! In questo letto sono passate un sacco di donne, tutte esperte e navigate, a prendersi tutto, nel più breve tempo possibile e per tutte le volte che riuscivo. Lei no, lei dà. Incredibile! Le piace darmi piacere: incredibile! E’ generosa anche a letto. E quest’intimità? E’ tutto naturale con lei, è sempre stato tutto intimo, fin dal primo giorno. Come potrebbe essere altrimenti? Mi ha raccolto mezzo morto, sporco di sangue ed escrementi,  mi ha curato, medicato, lavato, ha provveduto ad ogni mia esigenza per giorni e giorni, tutto da sola, solo lei, solo io. Altro che “angelo di Portsmouth”, lei è il “mio” angelo, solo mio!  Lei è mia, mia! E’ la mia fetta di Paradiso. Ha conosciuto il peggio, ora voglio darle il meglio. Oh, continua amore, toccami, toccami! Ogni volta è più bello della volta precedente. Vuoi vedere che è lei che sta insegnando a far l’amore a me? Lei! A me! Anche a letto sta ribaltando le mie certezze… Mi piace, mi piace. Tu ti offri, bellezza? Io prendo!  Tutto. E ti darò tutto, tutto quanto…  le aveva stretto le braccia intorno ai fianchi, l’aveva sollevata, lentamente l’aveva fatta scendere su di sé, penetrandola, in ginocchio.  

 

  Ondeggiarono un poco, per cercare il baricentro. Carol non resistette: gli gettò le braccia al collo e gli diede il bacio più indecente di cui fu capace. Adam, per non perdere l’equilibrio, le afferrò la nuca con una mano e una natica con l’altra, iniziando a muoverla contro di sé.

 

  Un bacio così profondo, il contatto della loro pelle e il turbinio di quell’arnese tra le gambe segnarono la sconfitta di Carolyn, che singhiozzò un gemito, aggrappata alle spalle del marito.

 

  «Sì, sì, così amore, così, ancora un attimo… oh, sì…» gemette e la spinse via da sé, facendola rimbalzare sul materasso. Carol si ritrovò, tremante, sdraiata tra i cuscini, mentre una pioggia di goccioline calde le ricadeva sul ventre e sul seno.

 

 

 

  Carolyn stava esaminando tra i polpastrelli una goccia di quel liquido lattiginoso e viscoso. «Cos’è?» domandò, mentre Adam con il lenzuolo le puliva la pancia; poteva sentire l’odore intenso di quella sostanza sconosciuta che si spargeva sulla sua pelle.

 

  «Il mio seme» rispose lui in un soffio: la visione di lei che sdraiata tra i cuscini riceveva la scarica del suo piacere sul corpo nudo, ancora tutta tremante per l’orgasmo, poteva eccitarlo per il resto della vita, pensò.

 

  «Ma… perché?»

 

  «Perché, che cosa?»

 

  «Perché l’hai fatto? Anche ieri notte… credo… mi sembra…»

 

  «Ti disturba?»

 

  «No. No, solo non capisco…»

 

  «Dobbiamo partire, Carol. Non so quanto staremo via. Non so quando mi daranno il congedo e poi ho pensato che potremmo andare in Italia, se la situazione sarà abbastanza tranquilla. So che ti piacerebbe visitare Roma, Firenze e la Toscana. Me lo dicesti proprio tu, se non ricordo male.»

 

  «Mi piacerebbe tanto, ma continuo a non capire.»

 

  «Carolyn, è un lungo viaggio: non penserai che trascinerei mia moglie incinta in giro per l’Europa, vero?»

 

  «Ah…» fece sorpresa. «Ma…» balbettò, «in questo modo i bambini non nascono?»

 

  «E’ meno probabile» rise.

 

  «Si può fare?»

 

  «L’ho appena fatto.»

 

  «Ma è lecito?»

 

  «In che senso, scusa?»

 

  «Dio, nella Bibbia, condanna un uomo per aver fatto una cosa simile, se non sbaglio.»

 

  «Stai parlando di Onan.  E’ vero, “spargeva il seme a terra” per non dare un figlio alla vedova di suo fratello. Per la legge, quel figlio non sarebbe stato suo. Scusa sai, ma credo proprio che Dio l’abbia punito perché continuava a godersi la bella cognata, disobbedendo alla sua volontà, non certo perché voleva aspettare qualche tempo per non mettere la moglie in pericolo.»

 

  «Ah…» fece di nuovo. «Però…» le venne in mente un pensiero, ma pensò bene di tacere.

 

  «Quando rientreremo in Inghilterra,» Adam sbadigliò ed appoggiò il capo sul petto di Carol, finalmente completamente rilassato, «ce ne torniamo  a Westbury ad allevare cani, cavalli e bambini… e non in quest’ordine» mormorò abbracciandola, mentre lei gli carezzava le lunghe basette con l’indice.

 

  «E se non potessi avere figli?»

 

  «Ci accontenteremo dei cavalli» fece un altro sbadiglio. «Ora dormi, ma belle

 

 

 

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Commenti: 4
  • #1

    Carmen (lunedì, 17 marzo 2014 12:03)

    Questa volta lascio un commento: comincia a farsi hot, davvero HOTTTT!!!!

  • #2

    Vittoria (lunedì, 24 marzo 2014 17:40)

    Sì, davvero hot!!!!

  • #3

    4 (sabato, 20 dicembre 2014 19:00)

    Libro

  • #4

    Annabella (sabato, 16 aprile 2016 07:29)

    Passione e ricerca di comprensione... Fantastico!!!