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miniBLOG di VeloNero


VeloNero, quello che sempre aveste voluto sapere e mai avete osato chiedere

Viaggio semiserio di un'autrice rosa pallido

VeloNero, la vera storia

VeloNero, come scritto nella sua bio in giro per il web, vive sui tetti con un marito due figlie, cinque computer e due gatte part time della vicina.

 

Appassionata fin da giovane di corse con i carretti, costruisce da sé i propri veicoli.

Ha vinto quattro volte in carriera e si è schiantata in ben dodici edizioni della Corsa del Rintocco, infrangendo ogni precedente record, le vetrine del gioielliere della piazza di Sfangio (dove si svolge l’epica corsa) e una costola diversa per ogni caduta accidentale.

Alleva acari come animali da compagnia, anzi, ha creato un vero e proprio business diventando approvvigionatrice ufficiale di codesti affettuosi animaletti per Cinecittà; infatti tutti conoscono i loro molteplici impieghi in questo campo, dalla commedia all’horror, tanto che la nostra è in lizza per un Oscar alla carriera.

 


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La Lista della Spesa.

 

«Suor Ipaziaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!»

«Sì, Madre?»

«Ma che cosa hai comprato?!»

«Quello che c’era sulla lista che mi ha dato lei, Superiora. L’ho consegnato al commesso e lui mi ha dato tutto quello che c’era scritto sul biglietto: mi ha assicurato che non mancava nulla».

Suor Ipazia sbatacchia le palpebre sugli occhi cerulei e sbigottiti, che dietro gli spessi fondi di bottiglia che usa al posto degli occhiali sembrano immensi. Tira fuori dalla tasca interna dell’abito talare un foglietto ripiegato in quattro, lo spiega e sventola la pagina strappata di una vecchia agenda, sulla quale è segnato tutto l’occorrente che Suor Dalmazia, cuoca e indiscussa regina del faidate di tutta la congrega, ha richiesto per i piccoli restauri di primavera.

«Suor Dalmaaaaziaaa!».

La Superiora chiama anche Suor Dalmazia che arriva di corsa tutta trafelata e si asciuga le grosse mani nel grembiule.

«Che cosa è accaduto, Suor Carpazia?», domanda allarmata alla Superiora.

«Che cosa hai ordinato dal ferramenta?».

Suor Dalmazia prende la lista della spesa dalle mani di Suor Ipazia, che, spaventata, è ammutolita.

«Barrette filettate…», legge Suor Dalmazia.
 E Suor Carpazia, la Superiora, estrae dallo scatolone una lunga barra con due manette all’estremità, la posa sul tavolo e si fa il segno della croce.

Suor Dalmazia continua: «Battiscopa in legno».

La Superiora tira fuori una paletta che ha l’impugnatura a forma di… meglio sorvolare…

«Perline in legno chiaro per decorazioni…»

«Ha detto che di legno non le aveva, le aveva di plastica… Colorate… niente decorazioni».

E qui Suor Carpazia prende in mano una serie di catenelle con sferette al silicone di colori vari.

«Mi ha detto che sulla confezione c’è l’immagine che spiega», dice Suor Ipazia e sbatacchia gli occhioni azzurri.

«Vedo!», risponde Suor Carpazia furiosa.

«Viti… Bulloni…», continua a leggere la cuoca. 
E qui è meglio soprassedere su quello che esce dallo scatolone.

«Solvente e olio svita-tutto…»
 Le illustrazioni sulla bomboletta costringono la Superiora a chiudere gli occhi e recitare l’Avemaria.

«E infine», legge suor Dalmazia, «trapano avvitatore a percussione».

«Ah, per quello mi ha venduto anche un DVD con le spiegazioni», puntualizza Suor Ipazia.

Suor Carpazia apre la valigetta e alla vista del trapano, anzi delle “punte di ricambio”, sviene di botto e crolla a terra.

«Suor Ipazia, credo che tu abbia commesso un piccolo errore, non sei entrata dal ferramenta, come ti avevo chiesto», dice Suor Dalmazia che tenta di soccorrere Suor Carpazia semimorta.

«Certo che sì! Sono andata in quel negozio nuovo, quello della pubblicità sul dépliant: “Hard, il Paradiso alla Catena”».